Il coraggio di rompere gli schemi. Il racconto della Convention “TU come TUTELA LEGALE”

Ufficio Marketing e Comunicazione Tutela Legale Spa

Un impatto frontale con la realtà per scuotere le coscienze, un dibattito serrato sui nuovi rischi sociali e una visione chiara per il futuro. Così la Compagnia ha riunito i suoi professionisti a Milano per trasformare la tutela legale in un vero e proprio “scudo etico”.

La sala è buia. Le luci soffuse, l’atmosfera sospesa. Nessun jingle celebrativo ad accogliere la rete degli intermediari, ma il crudo realismo della cronaca: sullo schermo scorrono le immagini e le parole del “Caso Ceriale”. Una tragedia della strada ripresa con lo smartphone, un dramma che in pochi secondi ha distrutto vite umane e scatenato una spietata gogna mediatica.

 

Si è aperta con questo autentico “bagno di realtà” la Convention Collaboratori 2026 di Tutela Legale SpA, tenutasi mercoledì 14 ottobre a Milano. Un inizio volutamente disruptive, guidato dalla voce di Marco Maffi, per dimostrare senza filtri che i rischi di oggi non si leggono solo sui manuali di diritto, ma esplodono improvvisi nella quotidianità delle famiglie. A dimostrarlo, un sondaggio interattivo condotto in sala: quanti sanno che una normale polizza di Responsabilità Civile non copre l’avvocato penalista in caso di omicidio stradale o le spese per ripulire il web da contenuti diffamatori? I led spenti della platea hanno restituito una verità inequivocabile: c’è un enorme vuoto di protezione da colmare.

E quando quel rischio si materializza, il cliente cerca una persona. TU come TUTELA LEGALE.

I nuovi confini della responsabilità: la Tavola Rotonda

Con le luci che tornano a illuminare la sala, Eleonora Pilato ha preso le redini di una Tavola Rotonda serrata e di alto profilo, pensata per sviscerare l’impatto dei nuovi pericoli legati alla mobilità e all’universo digitale.

La Dott.ssa Silvia Frisina (Vicepresidente AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada) ha subito centrato il nodo della distrazione giovanile. I ragazzi conoscono le regole, ma manca la consapevolezza del valore della vita. Un percorso di rieducazione che passa obbligatoriamente dai tribunali e dall’esatta ricostruzione dei fatti: «Non può esserci giustizia senza verità» ha ricordato Frisina, sottolineando l’importanza vitale di accertamenti tecnici e peritali rigorosi che non ammettano scorciatoie.

Dalla strada alla rete, il disagio si amplifica. Il Dott. Antonio Affinita (Presidente MOIGE) ha tratteggiato il ritratto di genitori lasciati sempre più soli di fronte all’abisso digitale dei figli, incapaci di percepire il confine tra “bravata” e illecito penale. Di fronte alla spasmodica ricerca di like che disattiva l’istinto di soccorso, il messaggio è stato forte e chiaro: «Dobbiamo educare all’empatia», aiutando i genitori a comprendere che il loro dovere (la culpa in educando e in vigilando) si traduce in una responsabilità civile diretta in grado di spazzare via i risparmi di una vita.

A calare questi scenari nella dura realtà processuale è stata l’Avv. Camilla Carminati, che ha illustrato il gravoso peso economico di un iter giudiziario: tra ingegneri cinematici e periti informatici, la fattura per la difesa può superare decine di migliaia di euro. Ed è qui, come evidenziato da Andrea Ballardini (Direzione Sinistri), che crolla l’illusione della classica polizza RC Capofamiglia.

A chiudere il cerchio, l’intervento di Mattia Pezzolo (Account Manager): il ruolo dell’intermediario oggi ha una valenza pienamente sociale. Non si tratta di vendere un prodotto, ma di fornire una consulenza di valore. «Il mercato sta cambiando, la tutela legale non è più un ramo accessorio. Il momento è ora» ha chiosato Pezzolo, richiamando la rete all’azione.

Rompere gli schemi: mercato e strategia

Dalla consapevolezza etica si è passati alla visione aziendale. Il Direttore Generale Stefano Buraglio ha delineato la traiettoria per il prossimo triennio con una frase che è già un manifesto: «Siamo infrangendo gli schemi». Un invito potente ad abbandonare i vecchi paradigmi — la marginalità ad esclusivo appannaggio degli azionisti, l’ancillarità di un ramo in realtà strategico, la dematerializzazione e la digitalizzazione passiva contro una prossimità da valorizzare — per farsi portavoce di una nuova cultura della protezione.

Un’urgenza ribadita dall’analisi cristallina di Massimo Marinelli: l’Italia vive un paradosso strutturale. È un Paese ricco, con oltre 2.000 miliardi di euro di liquidità (di cui 1.400 fermi sui conti correnti), ma cronicamente sottoassicurato. Con una penetrazione dei rami danni ferma all’1,1% del PIL al netto dell’RC Auto, la vera missione della rete diventa espandere il mercato, diffondendo cultura assicurativa in modo capillare.

Numeri da record e l’energia del traguardo

Che la strada intrapresa sia quella giusta lo confermano i dati presentati da Gianfranco Ritacca. A settembre, la Compagnia ha registrato un’ottima crescita complessiva del +17,9% (delle performance della rete agenziale e broker). Un balzo spinto anche dall’innovativo TUTELAx l’Impresa, che ha segnato un +25% nei premi nuovi emessi e un clamoroso +52% nel numero di contratti stipulati rispetto all’offerta precedente. A coronamento di un anno di intenso lavoro sul campo, la sala ha tributato un lungo applauso all’agenzia vincitrice del prestigioso premio “Top Ambassador 2026”, conferito all’agenzia “Assicurazioni Boni Srl” per l’eccezionale capacità di fare vera consulenza di valore.

Il sipario sulla Convention 2026 è calato in un crescendo di energia, vitalità e luce. La squadra commerciale al completo è salita sul palco per il lancio del nuovo contest trimestrale: attraverso un divertente gioco interattivo, la platea ha svelato pezzo dopo pezzo la meta del prossimo viaggio premio, Marbella.

Da un inizio crudo e frontale a un finale brillante e proiettato al futuro. La rete torna sul territorio con una consapevolezza nuova: di fronte alle sfide di domani, la vera differenza ha un volto umano. Il tuo.

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