Riforma della disabilità: diritti, sostegni e una nuova prospettiva per la tutela legale
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Una definizione aggiornata e rispettosa: “disabilità” come compromissione e interazione
La riforma modifica l’articolo 3 della Legge 104/1992 introducendo una definizione di “persona con disabilità” come individuo che presenta durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di vario tipo, possono ostacolare la piena partecipazione nei contesti di vita. Il termine “impairment” (dall’inglese), nella traduzione italiana, diventa “compromissione”: una scelta terminologica che sposta il focus dall’idea di «menomazione» verso una visione più dinamica e contestuale. Viene inoltre aggiornato un lessico storicamente datato o stigmatizzante: “handicap” diventa “condizione di disabilità”; “persona affetta da disabilità” o “disabile” lasciano spazio a “persona con disabilità”. Non è solo un cambiamento linguistico: usare un linguaggio più adeguato significa anche ribadire il rispetto della dignità della persona e favorire una cultura inclusiva, prevenendo discriminazioni implicite e rafforzando la tutela dei diritti.
Dal riconoscimento alla valutazione: il nuovo percorso con INPS
Il decreto 62/2024 introduce una valutazione di base come primo passaggio necessario per il riconoscimento dello status di disabilità. Dal 1° gennaio 2026, infatti, l’INPS assumerà il ruolo esclusivo nell’accertamento sanitario per la valutazione di base. La visita di valutazione sarà collegiale (cioè, coinvolgerà più figure) e si baserà sulle classificazioni internazionali ICD (classificazione delle malattie) e ICF (classificazione del funzionamento) dell’OMS.
A seguito della valutazione di base, può essere attivata una valutazione multidimensionale, finalizzata a costruire un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. L’unità di valutazione multidimensionale include la persona, i familiari, i professionisti sanitari, assistenti sociali, e – se necessario – un rappresentante scolastico. Il decreto istituisce anche un Fondo per l’implementazione dei progetti di vita, con una dotazione di 25 milioni di euro annui a partire dal 2025.
Strumenti valutativi moderni: il WHODAS 2.0
Per misurare la condizione di disabilità e il livello di funzionamento della persona, il decreto 62/2024 prevede l’uso del WHODAS 2.0 (World Health Organization Disability Assessment Schedule). Uno strumento psicometrico standardizzato, sviluppato dall’OMS, che valuta l’autopercezione della disabilità su diverse dimensioni della vita quotidiana, non limitandosi all’aspetto medico.
Il passaggio all’uso di WHODAS 2.0 rappresenta un salto di paradigma: da un modello più “biologico-medico” a un modello bio-psico-sociale, dove non conta solo la patologia ma anche il contesto in cui vive la persona.
Nuovi livelli di sostegno
Il decreto introduce quattro livelli di necessità di sostegno (non più solo “grave” / “non grave”). Nello specifico: sostegno lieve, sostegno medio, sostegno intensivo elevato, sostegno intensivo molto elevato. Questa graduazione più articolata consente di tarare gli interventi (sociali, sanitari, di inclusione) in modo più preciso secondo i bisogni effettivi della persona.
Accomodamenti ragionevoli e progetto di vita: diritti concreti
La riforma introduce il concetto di accomodamento ragionevole nell’ordinamento italiano (nuovo art. 5-bis nella Legge 104). Si tratta di modifiche o adattamenti necessari e appropriati, che non impongono oneri eccessivi, per garantire i diritti civili e sociali delle persone con disabilità.
Il progetto di vita individuale, elaborato con la persona e i suoi familiari, diventa un elemento strategico per promuovere l’autonomia e la partecipazione sociale. E la persona con disabilità potrà proporre integrazioni e modifiche al progetto in base ai propri obiettivi, desideri e aspettative.
Impatti pratici e sfide: dove può intervenire la tutela legale
Nonostante la riforma, esistono delle situazioni in cui la tutela legale può rappresentare un ottimo alleato:
- Barriere all’accesso
Il nuovo percorso di valutazione non sarà uniforme ovunque fin da subito. Le differenze territoriali possono generare disuguaglianze nell’accesso alle valutazioni, ai certificati e dunque ai diritti. Qui la tutela legale può essere decisiva per intervenire in caso di ritardi, errori o esclusioni ingiustificate.
Dal 30 settembre 2025 al 31 dicembre 2026 la seconda fase della sperimentazione riguarda alcune province (es. Alessandria, Genova, Lecce, Vicenza…) INPS.
- Contenziosi su valutazioni e classificazioni
Il nuovo approccio, più complesso e multidimensionale, può generare controversie sul livello di sostegno riconosciuto. Se la valutazione di base (o multidimensionale) non riflette un bisogno di sostegno reale della persona, la tutela legale può supportarla nel gestire eventuali ricorsi amministrativi o giudiziali.
- Implementazione del progetto di vita
Il progetto di vita è un diritto, ma la sua attuazione può essere complessa: serve coordinamento tra servizi sanitari, sociali, educativi. Ci possono essere situazioni di ambiguità nella valutazione degli elementi da considerare nella costruzione del progetto di vita (quali sostegni, con quale intensità, risorse da attivare). La tutela legale può affiancare la persona e la sua famiglia nella negoziazione con enti, strutture o istituzioni coinvolte.
Una riforma che apre opportunità, ma non senza rischi
La riforma della disabilità con il decreto 62/2024 rappresenta uno snodo storico. Non è solo un adeguamento normativo: è un cambiamento culturale, che ridefinisce come guardiamo la disabilità (non più soltanto come “patologia”, ma come interazione tra persona e ambiente), come valutiamo i diritti (valutazione di base + progetto di vita) e persino come parliamo (linguaggio aggiornato).
Molto però dipenderà dall’attuazione: la sperimentazione di INPS, i processi di valutazione, la predisposizione di risorse per il progetto di vita. In questo contesto, la tutela legale può avere un ruolo chiave non solo nella difesa dei diritti ma nel garantire che la riforma diventi realmente operativa ed efficace per le persone con disabilità.