Alcol e monopattini: la Cassazione chiarisce le regole
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Nel novembre 2025 la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento decisivo sull’applicabilità della disciplina penale della guida in stato di ebbrezza anche ai monopattini elettrici.
Con la sentenza n. 37391, depositata il 17 novembre 2025, la Cassazione ha chiarito un aspetto cruciale della normativa sulla circolazione urbana: anche i monopattini elettrici rientrano nell’ambito di applicazione delle norme penali sulla guida in stato di ebbrezza. La vicenda trae origine da un incidente causato da un conducente di monopattino risultato positivo all’alcol test, e il ricorso avanzato dalla difesa ha sollevato dubbi sull’applicabilità dell’art. 186 del Codice della Strada a mezzi non tradizionali come i monopattini.
La Cassazione ha confermato l’orientamento delle corti di merito, sottolineando che i monopattini sono equiparati ai velocipedi ai sensi dell’art. 1, comma 75-quinquies, L. 160/2019, e che la guida in stato di ebbrezza costituisce quindi reato anche quando il mezzo utilizzato è elettrico e destinato a un uso “ludico”.
La pronuncia riduce definitivamente ogni incertezza interpretativa: non si tratta più di applicazioni isolate, ma di un principio consolidato di legittimità secondo cui anche chi utilizza un monopattino elettrico in stato di ebbrezza può trovarsi nella posizione di rispondere penalmente per guida sotto l’influenza dell’alcol.
Il quadro delle sanzioni penali e amministrative
Secondo la disciplina dell’articolo 186 del Codice della strada, applicabile anche ai monopattini per espressa equiparazione normativa:
- per tassi alcolemici tra 0,5 e 0,8 g/l si configura un illecito amministrativo con sanzione pecuniaria e sospensione della patente, laddove presente;
- superando 0,8 g/l, la violazione assume rilievo penale con arresto fino a sei mesi e ammenda;
- oltre 1,5 g/l, le pene aumentano ulteriormente, con arresto fino a un anno e ammende di entità significativa.
Nel caso specifico all’origine della sentenza, il conducente aveva un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l ed era stato condannato in primo e secondo grado, con conferma in Cassazione dell’applicabilità delle sanzioni più gravi previste dall’art. 186.
Una panoramica dei dati sugli incidenti
La rilevanza pratica di questa pronuncia emerge anche dai dati sulla sicurezza stradale relativi alla micromobilità. Secondo il Report ISTAT sugli incidenti stradali in Italia nel 2024, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 173.364, con 3.030 decessi e 233.853 feriti, registrando un aumento complessivo rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio della micromobilità, i sinistri che hanno coinvolto monopattini elettrici sono stati 3.895 nel 2024, con 23 persone decedute e 3.751 feriti, segnando una crescita rispetto al 2023.
Questi numeri, – sia nel complesso della sicurezza stradale sia relativamente alla micromobilità – oltre a richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, spiegano anche il crescente interesse delle autorità nel regolamentare più severamente l’uso dei monopattini, compresi l’obbligo del casco, la copertura assicurativa e altri requisiti introdotti dal nuovo Codice della strada entrato in vigore nel dicembre 2024.
Le implicazioni per privati imprese e professionisti
La conferma della Cassazione sull’applicabilità delle norme penali della guida in stato di ebbrezza ai monopattini elettrici ha rilevanza concreta per tutti gli utenti di questi mezzi, dai privati agli operatori professionali.
Un incidente o un controllo con tasso alcolemico oltre i limiti può esporre i privati a procedimenti penali, sanzioni amministrative, richieste di risarcimento e ripercussioni assicurative; le imprese che utilizzano monopattini per attività operative o delivery possono trovarsi a gestire responsabilità civili, penali o amministrative legate ai conducenti; i professionisti in mobilità urbana possono invece affrontare contenziosi derivanti da incidenti durante spostamenti lavorativi.
In tutti questi casi, una polizza di tutela legale rappresenta uno strumento di protezione fondamentale: permette di sostenere i costi di difesa legale, onorari di professionisti e spese processuali, fornendo supporto nella gestione dei procedimenti penali, civili o amministrativi derivanti da comportamenti rischiosi.
La pronuncia della Cassazione mette in evidenza come la mobilità urbana, anche quella “leggera”, sia sempre più oggetto di disciplina rigorosa e come la consapevolezza dei rischi giuridici associati all’uso di tali mezzi debba accompagnare la loro diffusione.